Al compimento dei 67 anni, per i titolari di Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) scatta in automatico la trasformazione della prestazione in pensione di vecchiaia.

Dal punto di vista economico, questo passaggio può comportare un adeguamento dell'importo, in molti casi al rialzo. Ecco i due fattori principali che determinano un potenziale aumento.

Il ricalcolo dei nuovi contributi versati

  • Se dopo il riconoscimento dell'assegno di invalidità hai continuato a lavorare, hai accumulato nuovi contributi.
  • Questi contributi non vanno perduti: incrementano il tuo montante contributivo.
  • Al compimento dei 67 anni, l'INPS ricalcola la cifra integrando i nuovi versamenti, il che può tradursi in un assegno mensile più alto.

Stop alle trattenute per incumulabilità

  • Durante gli anni di lavoro, l'Assegno Ordinario di Invalidità può subire decurtazioni se i tuoi redditi superano determinate soglie di legge.
  • Con la trasformazione in pensione di vecchiaia e la cessazione dell'attività lavorativa, queste trattenute smettono di essere applicate.
  • Di conseguenza, l'importo netto della pensione può aumentare ulteriormente rispetto a quanto percepito in precedenza.
La trasformazione da AOI a pensione di vecchiaia avviene in modo automatico al raggiungimento dell'età pensionabile (attualmente 67 anni), purché sussistano i requisiti di contribuzione minimi previsti dalla legge.